L’aggiornamento della lista UE
Il Consiglio dell’Unione Europea ha pubblicato un nuovo e significativo aggiornamento della black list delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali. La decisione, ufficializzata con le Conclusioni del Consiglio C/2026/1465 pubblicate nella Gazzetta Ufficiale UE del 6 marzo 2026, conferma il ruolo di questo strumento come pilastro dell’azione europea per la buona governance fiscale su scala globale.
I nuovi ingressi: Vietnam e Isole Turks e Caicos
L’aggiornamento vede l’inserimento di due nuove giurisdizioni nell’Allegato I della lista:
- Isole Turks e Caicos: l’inclusione è motivata dalle criticità emerse durante le analisi del forum dell’OCSE riguardo alle pratiche fiscali dannose e alle carenze nell’applicazione dei requisiti di sostanza economica per le entità ivi residenti
- Vietnam: aggiunto a seguito di un riesame del forum globale dell’OCSE, che ha rilevato il mancato rispetto delle norme fondamentali sullo scambio di informazioni fiscali su richiesta
Chi esce dalla lista: Figi, Samoa e Trinidad e Tobago
Non ci sono solo ingressi. Il Consiglio ha anche riconosciuto i progressi compiuti da alcune giurisdizioni che si sono allineate alle norme internazionali. Sono stati ufficialmente rimossi dalla black list tre paesi: Figi, Samoa e Trinidad e Tobago. Queste nazioni hanno dimostrato di aver attuato le riforme necessarie per garantire una corretta cooperazione fiscale con l’Unione Europea.
La lista aggiornata completa
Attualmente, la black list UE comprende un totale di 10 giurisdizioni considerate non cooperative:
- Samoa americane
- Anguilla
- Guam
- Palau
- Panama
- Russia
- Isole Turks e Caicos
- Isole Vergini degli Stati Uniti
- Vanuatu
- Vietnam
Va segnalato che per Samoa americane, Guam e Isole Vergini degli Stati Uniti, pur essendo stati rilevati sforzi apprezzabili, i progressi non sono stati considerati sufficienti per consentire la rimozione dall’elenco.
Le conseguenze pratiche per le imprese
La presenza di una giurisdizione nella black list UE comporta l’applicazione di misure difensive da parte degli Stati membri. Per le imprese italiane, le principali implicazioni riguardano l’indeducibilità di determinati costi relativi a operazioni con soggetti residenti in queste giurisdizioni, obblighi di segnalazione rafforzati e possibili restrizioni nell’accesso a regimi agevolati per operazioni che coinvolgano tali territori.
Il consiglio dello studio
Se la vostra attività prevede rapporti commerciali o finanziari con soggetti residenti nelle giurisdizioni incluse nella black list, è fondamentale verificare l’impatto delle misure difensive applicabili. L’ingresso del Vietnam, partner commerciale rilevante per molte imprese italiane, merita particolare attenzione. Contattateci per un’analisi delle vostre posizioni e per adeguare la compliance fiscale alle nuove indicazioni.