La questione: detrarre la Capital Tax dall’imposta italiana?
Con l’Interpello n. 70/2026, l’Agenzia delle Entrate ha affrontato un tema rilevante per i gruppi internazionali con società controllate in Svizzera. Il caso riguardava una società capogruppo italiana (Alfa) che deteneva il controllo di una società svizzera (Beta), tassata per trasparenza in Italia ai sensi della disciplina sulle imprese controllate estere (CFC). La domanda era se fosse possibile detrarre dall’imposta italiana la Capital Tax svizzera pagata da Beta nel Canton Zurigo.
Cos’è la Capital Tax
La Capital Tax è un tributo cantonale svizzero calcolato sul capitale imponibile (taxable capital) della società. La base imponibile comprende il capitale sociale, le riserve legali, le riserve di utili e le riserve latenti tassate. Si tratta quindi di un’imposta il cui presupposto è il patrimonio della società, non il suo reddito.
Le argomentazioni del contribuente
La società italiana sosteneva la detraibilità della Capital Tax sulla base di due ragionamenti principali:
- La Capital Tax rientrerebbe nella Convenzione contro le doppie imposizioni Italia-Svizzera, che nel suo oggetto include sia le imposte sul reddito sia quelle sul patrimonio
- Il tributo sarebbe assimilabile a un’imposta sui redditi perché il suo calcolo tiene conto di aggiustamenti fiscali tipici della determinazione del reddito imponibile
La posizione dell’Agenzia: detrazione negata
L’Agenzia delle Entrate ha respinto entrambe le argomentazioni, fornendo un’interpretazione restrittiva dell’art. 165 del TUIR. Il credito d’imposta per le imposte pagate all’estero è limitato esclusivamente ai tributi stranieri che si sostanziano in un’imposta sul reddito o in tributi di natura similare.
Nonostante la Convenzione Italia-Svizzera includa formalmente le imposte sul patrimonio, la Capital Tax è stata classificata come imposta patrimoniale ai sensi del paragrafo 3, lett. b), numero 2 del trattato. Il riferimento normativo alle imposte estere coperte dalla Convenzione deve considerarsi limitato alle sole imposte che colpiscono il reddito, in ragione della necessaria correlazione con il principio di inclusione del reddito estero nel reddito complessivo italiano.
Gli elementi decisivi per il diniego
Oltre alla natura patrimoniale del tributo, l’Agenzia ha evidenziato due ulteriori elementi a sostegno della propria posizione:
- La mancata autorizzazione da parte dell’autorità fiscale del Canton Zurigo all’accreditamento dell’imposta sul reddito delle società contro la Capital Tax
- La presenza nel Protocollo aggiuntivo alla Convenzione di una clausola che prevede l’accreditamento reciproco delle imposte patrimoniali svizzere solo qualora l’Italia dovesse istituire in futuro un’analoga imposta sul patrimonio
Il consiglio dello studio
Per i gruppi italiani con controllate in Svizzera soggette alla disciplina CFC, questo interpello chiarisce definitivamente che la Capital Tax cantonale non è detraibile dall’imposta italiana. È importante tenerne conto nella pianificazione fiscale del gruppo. Contattateci per una revisione della vostra posizione e per valutare eventuali strategie alternative di ottimizzazione del carico fiscale complessivo.