Il riordino del sistema di incentivi energetici
Il Decreto Bollette 2026 (DL 21/2026) rappresenta un cambio di paradigma nella gestione della crisi energetica italiana. A differenza dei precedenti interventi emergenziali, questo provvedimento introduce misure strutturali, riequilibrando il carico tra cittadini, imprese e operatori del settore. L’obiettivo dichiarato è garantire la sostenibilità finanziaria del sistema energetico accelerando al contempo la transizione green.
Bonus sociale e contributi straordinari
Per il 2026, il Governo stanzia 315 milioni di euro in contributi straordinari rivolti ai titolari del bonus sociale elettrico, pari a 115 euro per beneficiario. Inoltre, viene introdotta una facoltà per i venditori di energia: nel biennio 2026-2027 possono offrire sconto in fattura ai clienti domestici con ISEE fino a 25.000 euro, indipendentemente dal bonus sociale. Lo sconto è parametrato alla componente energetica della bolletta del primo bimestre, con limiti di consumo: massimo 0,5 MWh nel periodo e 3 MWh annui.
Riforma del Conto Energia e fotovoltaico
Il decreto riduce la componente ASOS (oneri generali) sulle utenze non domestiche, finanziandosi parzialmente attraverso la revisione degli incentivi fotovoltaici storici. I titolari di impianti over 20 kW hanno due opzioni. Possono aderire volontariamente a una riduzione della tariffa incentivante (fino al 70-85%) in cambio di prolungamento della convenzione. Oppure possono uscire anticipatamente dal 2028, ricevendo un corrispettivo attualizzato, a condizione di effettuare un rifacimento integrale che aumenti la producibilità del 40%.
La maggiorazione IRAP per l’energia
Per finanziare strutturalmente il contenimento dei costi, il legislatore introduce un aumento di due punti percentuali dell’aliquota IRAP per le società operative prevalentemente nel settore energetico. Questa maggiorazione ha durata biennale e incide sui periodi d’imposta successivi al 31 dicembre 2025. Un aspetto rilevante è il calcolo degli acconti IRAP per il 2026: dovrete rideterminare l’imposta dell’anno precedente simulando la maggiorazione già vigente.
Power Purchase Agreement (PPA) e stabilità prezzi
Il decreto incentiva contratti a lungo termine per l’approvvigionamento energetico, con durata minima di tre anni. Il GSE assicura il ruolo di garante di ultima istanza, mentre SACE è autorizzata a stanziare fino a 250 milioni di euro per coprire i rischi di controparte. Vengono inoltre previsti servizi di contrattazione aggregata e formazione per le PMI, facilitando la stabilizzazione dei prezzi attraverso questi strumenti.
Bioenergie e incentivi revisionati
Il sistema dei prezzi minimi garantiti per biomasse, biogas e bioliquidi viene profondamente riassetto. Dal 1° aprile 2026 al 2030, vengono introdotti limiti massimi di ore incentivabili. Per gli impianti asserviti a processi produttivi, le ore sono legate alle necessità industriali reali. Per gli impianti indipendenti, il numero è definito da Terna in base alla flessibilità del sistema. Gli impianti a biogas sopra i 300 kW devono impegnarsi alla riconversione a biometano per mantenere i benefici.
Strategie aziendali
Se gestite impianti energetici, valutate attentamente le opzioni offerte dal decreto. Per il fotovoltaico, calcolate se la riduzione dell’incentivo con prolungamento conviene più dell’uscita anticipata. Se siete operatori energetici, pianificate l’impatto della maggiorazione IRAP sui vostri margini. Per le aziende energivore, informatevi sui PPA per stabilizzare i vostri costi energetici.