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    Home » Il piano successorio completo: come mettere insieme tutti gli strumenti e proteggere quello che hai costruito
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    Il piano successorio completo: come mettere insieme tutti gli strumenti e proteggere quello che hai costruito

    adminBy adminFebbraio 23, 2026Nessun commento19 Mins Read1 Views
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    Siamo arrivati alla fine di questo percorso in ventuno articoli attraverso il diritto e la fiscalità della successione italiana. Abbiamo analizzato singolarmente ogni strumento: il testamento, le donazioni, il patto di famiglia, la holding, le polizze vita, la previdenza complementare, le successioni internazionali, la protezione patrimoniale, l’eredità digitale, i conflitti tra eredi. Ogni articolo ha approfondito un aspetto specifico con gli strumenti tecnici e le normative di riferimento.

    Ma nella realtà, nessuno di questi strumenti funziona da solo. La successione non è una somma di problemi isolati — è un sistema in cui ogni scelta influenza tutte le altre. Un testamento mal coordinato con le donazioni già effettuate, una holding costruita senza tenere conto delle quote di legittima, polizze vita con beneficiari non aggiornati dopo il secondo matrimonio: ogni elemento di un sistema mal coordinato può vanificare il lavoro fatto sugli altri.

    Questo articolo conclusivo ha un obiettivo diverso dagli altri: non approfondire ulteriormente un singolo strumento, ma mostrare come tutti gli strumenti si integrano in un piano successorio coerente. Come si fa un check-up successorio completo. Come si identifica cosa manca. Come si costruisce, passo dopo passo, un sistema che protegga quello che si è costruito e garantisca continuità alla famiglia e all’impresa.


    Perché la pianificazione successoria è un sistema, non una lista di strumenti

    Un errore comune nella pianificazione successoria è trattare ogni strumento in modo isolato: “Ho fatto il testamento — sono a posto.” Oppure: “Ho la polizza vita — i miei sono protetti.” Oppure: “Ho fatto il patto di famiglia per l’azienda — il problema è risolto.”

    In realtà, ogni strumento interagisce con gli altri in modo complesso:

    • Il testamento deve tenere conto delle donazioni già effettuate (altrimenti crea iniquità non voluta tra gli eredi)
    • Il patto di famiglia deve coordinarsi con le quote di legittima di tutti i legittimari, incluso il nuovo coniuge eventuale
    • La holding deve essere strutturata coerentemente con le clausole testamentarie per evitare che la successione delle quote societarie crei conflitti di governance
    • Le polizze vita devono avere beneficiari aggiornati dopo ogni cambio di situazione familiare
    • La previdenza complementare deve essere coordinata con le altre componenti del patrimonio per evitare squilibri
    • La documentazione digitale deve rendere accessibili tutte queste informazioni alle persone giuste al momento giusto

    Un piano successorio efficace è un sistema coerente in cui tutti gli strumenti sono allineati verso gli stessi obiettivi — e in cui i cambiamenti della vita vengono riflessi aggiornando il sistema nel suo complesso.


    Il check-up successorio: da dove iniziare

    Il primo passo per costruire un piano successorio è fare un check-up della situazione attuale. Non “cosa voglio fare” — ma “dove sono adesso”. Spesso la risposta è: molto più esposti di quanto si pensasse.

    Il check-up successorio analizza sei aree:

    Area 1: La struttura familiare

    Chi sono i legittimari? Coniuge, figli (di questo e di precedenti matrimoni), eventuali figli adottivi, figli non riconosciuti. Esistono conviventi non sposati che si intende proteggere? Ci sono familiari con disabilità che richiedono protezione specifica? La struttura familiare determina le quote di legittima di ciascuno — il punto di partenza di ogni piano successorio.

    Domande chiave: Ho fatto testamento? È aggiornato dopo l’ultimo grande cambiamento familiare (matrimonio, nascita, divorzio, morte di un beneficiario designato)?

    Area 2: Il patrimonio e la sua struttura

    Quali sono tutti i componenti del patrimonio — immobili, liquidità, investimenti finanziari, partecipazioni societarie, polizze vita, posizioni previdenziali, asset digitali, diritti d’autore, crediti? Come sono intestati — individualmente, in comproprietà, attraverso strutture societarie? Ci sono asset all’estero? Ci sono beni non documentati o difficili da identificare?

    Domande chiave: Se morissi domani, i miei familiari saprebbero dove si trova tutto? Avrebbero accesso alle informazioni necessarie per gestire la successione?

    Area 3: La protezione patrimoniale

    Il patrimonio personale è esposto ai rischi dell’attività imprenditoriale? Ci sono fideiussioni personali attive? La forma giuridica dell’attività offre sufficiente protezione? Esiste già una struttura holding o altri strumenti di separazione tra patrimonio personale e rischio aziendale?

    Domande chiave: Se l’azienda avesse gravi problemi domani, cosa rischierebbe il mio patrimonio personale e familiare?

    Area 4: La liquidità per la successione

    Ci sono risorse liquide sufficienti per: pagare l’imposta di successione (se dovuta), coprire le spese immediate della famiglia nelle settimane di blocco dei conti, liquidare eventuali legittimari in caso di patto di famiglia? In assenza di liquidità, come si finanzierebbe la successione — con vendita forzata di beni? Con finanziamenti?

    Domande chiave: I miei eredi avranno liquidità sufficiente nelle prime settimane? Dovranno vendere asset per pagare le imposte?

    Area 5: La continuità aziendale

    Se l’imprenditore morisse oggi, l’azienda potrebbe continuare a funzionare? Chi ha le credenziali di accesso ai sistemi critici? Chi ha la delega bancaria? Chi può firmare i contratti urgenti? Chi sa dove sono tutti i documenti importanti? Esiste un piano di successione aziendale o è tutto nella testa dell’imprenditore?

    Domande chiave: Se morissi questa settimana, cosa succederebbe alla mia azienda nelle prime 48 ore? Nel primo mese?

    Area 6: La documentazione e l’accessibilità delle informazioni

    Tutte le informazioni critiche — testamento, polizze, accessi bancari, credenziali digitali, struttura societaria, dati fiscali — sono documentate in modo accessibile alle persone giuste? O sono nella testa dell’interessato, disperse in cassetti diversi, o protette da sistemi di accesso che nessun altro conosce?

    Domande chiave: Se fossi improvvisamente incapace o morissi, chi saprebbe dove trovare cosa? Chi avrebbe le credenziali di accesso a cosa?


    I profili tipici e i loro piani successori

    Ogni situazione è unica, ma ci sono profili ricorrenti con esigenze specifiche. Vediamo come si struttura un piano successorio per i profili più comuni tra i clienti del nostro studio.

    Profilo A: Il lavoratore dipendente con famiglia e immobile

    Situazione tipica: coniuge, due figli minorenni, casa di proprietà (con mutuo), conto corrente, piccolo dossier titoli, fondo pensione complementare. Nessuna attività imprenditoriale.

    Priorità del piano:

    • Testamento: essenziale per nominare il tutore dei figli minorenni in caso di morte di entrambi i genitori, e per specificare le volontà sui beni in caso di successione prematura. Senza testamento, il minore eredita ma ha un tutore nominato dal giudice — non necessariamente la persona che i genitori avrebbero scelto
    • Polizza vita TCM: per garantire liquidità immediata alla famiglia (copertura mutuo residuo + almeno 3-5 anni di reddito equivalente). È la misura con il miglior rapporto costo-protezione per questa categoria
    • Designazione beneficiario fondo pensione: aggiornare immediatamente il modulo di designazione — molti dipendenti non lo hanno mai fatto
    • Conto di emergenza separato: un conto intestato solo al coniuge con 3-6 mesi di spese correnti, per la continuità nelle settimane di blocco del conto del defunto
    • Documentazione accessibile: il coniuge deve sapere dove sono tutti i documenti, quali sono le polizze, come accedere ai conti

    Costo stimato della pianificazione: testamento olografo (0-300€), polizza TCM (300-800€ annui per copertura adeguata), aggiornamento designazione fondo pensione (gratuito), conto emergenza (gratuito). Totale: meno di 1.000€ iniziali + premio polizza annuo. Un investimento modestissimo per una protezione significativa.

    Profilo B: Il libero professionista senza figli

    Situazione tipica: commercialista, avvocato, o medico. Nessun figlio. Partner (sposato o convivente). Buon livello patrimoniale — casa, investimenti, studio professionale con avviamento significativo. Cassa di previdenza professionale.

    Priorità del piano:

    • Testamento: senza figli, la quota disponibile è ampissima — quasi tutto il patrimonio può andare al partner. Ma se il partner è un convivente non sposato, senza testamento non riceve nulla. Il testamento è urgente e determinante
    • Per il convivente: polizza vita con il convivente come beneficiario (esente da imposta di successione, non soggetta alle aliquote dell’8% senza franchigia) e testamento che gli attribuisce la quota disponibile. Valutare il matrimonio o l’unione civile per garantire la reversibilità INPS
    • Successione dello studio: il valore di avviamento dello studio professionale è significativo. Chi eredita lo studio? Ha le competenze per gestirlo? È opportuno strutturare un patto di continuità con un collega di fiducia che rilevi i clienti?
    • Continuità digitale: le credenziali dei sistemi gestionali, i dati dei clienti, gli accessi ai portali professionali — la documentazione dello studio deve essere accessibile al successore designato

    Profilo C: L’imprenditore con azienda e famiglia allargata

    Situazione tipica: 55-65 anni, due figli adulti dal primo matrimonio, nuovo coniuge più giovane, eventualmente un terzo figlio dal secondo matrimonio. Azienda significativa (SRL con 3-10 milioni di fatturato), immobili, investimenti finanziari.

    Priorità del piano:

    • Patto di famiglia o holding: definire CHI prende l’azienda prima di qualsiasi altra decisione. Se un figlio del primo matrimonio è il successore designato, il patto di famiglia è lo strumento più efficace — vincola tutti i legittimari e chiude definitivamente la questione. Se si preferisce la holding, le quote societarie vanno distribuite con governance chiara
    • Polizza vita per il nuovo coniuge: la liquidità immediata al coniuge superstite (soprattutto se più giovane e con figli piccoli) deve essere garantita senza conflitti con i figli del primo matrimonio. La polizza vita è il meccanismo più pulito
    • Testamento coordinato: il testamento deve tenere conto di tutto — il patto di famiglia già fatto, le donazioni in vita ai figli del primo matrimonio, i diritti del nuovo coniuge e del figlio più giovane, le franchigie già utilizzate
    • Protezione patrimoniale: la holding separa il patrimonio personale e familiare dai rischi aziendali. Le fideiussioni bancarie esistenti devono essere mappate e progressivamente ridotte
    • Continuità operativa: chi gestisce l’azienda se l’imprenditore muore improvvisamente? Chi ha le deleghe bancarie? Chi conosce i clienti chiave? Il piano operativo deve essere documentato e comunicato

    Profilo D: La famiglia patrimoniale (patrimoni oltre 3-5 milioni)

    Situazione tipica: patrimonio significativo composto da immobili, partecipazioni societarie, investimenti finanziari, asset internazionali. Più eredi, possibilmente con interessi e situazioni diverse.

    Priorità del piano:

    • Strutturazione holding familiare: il cuore del piano. Tutti gli asset principali entrano nella holding — immobili, partecipazioni, liquidità. La successione diventa successione di quote societarie, con governance definita da patto parasociale e statuto
    • Testamento coordinato con la struttura holding: le quote della holding si distribuiscono tra gli eredi secondo le volontà del testatore, nel rispetto delle quote di legittima
    • Ottimizzazione fiscale: il sistema PEX per i dividendi interaziendali, l’esenzione per il trasferimento di quote aziendali, la gestione dei titoli di stato esenti — ogni componente del patrimonio viene ottimizzata fiscalmente nella sua collocazione
    • Trust per componenti specifiche: per eredi con disabilità, per la pianificazione multigenerazionale, per la protezione di asset da futuri creditori degli eredi
    • Pianificazione internazionale: per asset esteri, residenza fiscale dei beneficiari, convenzioni contro la doppia imposizione — il piano deve essere coordinato con professionisti internazionali

    Il ciclo di vita del piano successorio: quando aggiornarlo

    Un piano successorio non è un documento che si firma una volta e si dimentica. È un sistema vivente che deve essere aggiornato ogni volta che cambia significativamente la situazione patrimoniale o familiare.

    Gli eventi che richiedono una revisione del piano:

    • Matrimonio o unione civile: cambia completamente la struttura dei legittimari — il coniuge entra come legittimario primario
    • Nascita di un figlio: aumenta il numero di legittimari e cambia le quote di riserva
    • Separazione o divorzio: il coniuge perde i diritti successori — il testamento deve essere rivisto immediatamente
    • Morte di un erede designato: senza beneficiari sostitutivi nel testamento, la quota cade nella successione legittima
    • Acquisizione di asset significativi: nuovo immobile, partecipazione aziendale, eredità ricevuta
    • Cambio di residenza (specialmente all’estero): cambia la normativa applicabile
    • Cambiamento nella struttura aziendale: ingresso di nuovi soci, cambiamento del ruolo del successore designato
    • Superamento delle soglie fiscali: quando il patrimonio supera le franchigie dell’imposta di successione, diventano rilevanti strategie fiscali che prima non lo erano

    La cadenza minima di revisione, anche in assenza di eventi specifici, è ogni 5 anni. Molti professionisti raccomandano una revisione ogni 3 anni per patrimoni significativi o situazioni familiari complesse.


    I dieci errori più costosi nella pianificazione successoria

    Chiudiamo questa serie con una sintesi degli errori più frequenti e più costosi che vediamo nella pratica professionale — errori che questa serie ha cercato di aiutare a prevenire.

    1. Non fare testamento. Il più costoso per frequenza: il 70-80% degli italiani non ha un testamento valido e aggiornato. La successione legittima produce risultati che quasi nessuno avrebbe voluto — famiglie allargate devastate, conviventi senza nulla, aziende in comproprietà forzata tra eredi in conflitto.

    2. Fare testamento ma non aggiornarlo. Un testamento di 20 anni fa con una situazione familiare completamente cambiata è quasi peggio di nessun testamento — crea aspettative e diritti basati su una realtà che non esiste più.

    3. Non documentare il patrimonio. I familiari che non sanno dove sono i conti, le polizze, le quote societarie, le credenziali digitali perdono tempo prezioso e spesso perdono asset irrecuperabili. La documentazione accessibile è l’investimento con il miglior rapporto costo-beneficio dell’intera pianificazione successoria.

    4. Non aggiornare i beneficiari delle polizze vita e dei fondi pensione. Un’ex moglie come beneficiario della polizza vita, un figlio dimenticato nel modulo di designazione del fondo pensione — questi errori costano migliaia o centinaia di migliaia di euro e sono facilissimi da evitare.

    5. Non pianificare la continuità aziendale. L’azienda è spesso il bene più prezioso e più fragile. Senza un piano di successione operativa — chi gestisce, chi ha le deleghe, chi conosce i clienti — i primi giorni dopo la morte dell’imprenditore possono essere devastanti. Le aziende perdono clienti, dipendenti, contratti nelle settimane di caos successivo a un decesso improvviso.

    6. Non proteggere il patrimonio personale dai rischi aziendali. Imprenditori con decenni di esperienza che si ritrovano con la casa pignorata perché una fideiussione personale è stata escussa in un momento di crisi aziendale. La separazione patrimoniale si implementa quando le cose vanno bene — non quando vanno male.

    7. Fare donazioni senza pianificazione. Donazioni non documentate, non coordinate con il testamento, fatte senza tenere conto della collazione e dell’azione di riduzione — creano le condizioni per i conflitti successori più aspri. Ogni donazione significativa dovrebbe essere accompagnata da una revisione del piano successorio complessivo.

    8. Aspettare per il patto di famiglia. Il patto di famiglia può essere fatto solo mentre l’imprenditore è capace e in salute. Chi aspetta troppo — finché la salute declina, finché l’azienda è già in difficoltà, finché le relazioni familiari si sono già deteriorate — perde la possibilità di usare il più potente strumento di pianificazione del passaggio generazionale disponibile.

    9. Non coordinare i professionisti. Notaio, commercialista, avvocato, consulente finanziario — ognuno vede la propria parte del problema. Il testamento redatto dal notaio senza che il commercialista abbia calcolato le implicazioni fiscali, la holding strutturata senza che il notaio abbia verificato le clausole statutarie per la successione — i pezzi del puzzle non si incastrano se nessuno li guarda insieme.

    10. Credere che “tanto ci vorrà ancora molto tempo”. La mortalità non segue i piani. Le malattie improvvise, gli incidenti, le diagnosi inaspettate — la vita dimostra continuamente che il “ci penserò dopo” è una delle strategie più rischiose. La pianificazione successoria è urgente non perché si prevede di morire presto, ma perché il momento giusto per farla è adesso — quando si è in piena salute, con piena capacità, con tutte le opzioni aperte.


    Il piano successorio e la continuità digitale: il fil rouge

    Un tema trasversale a tutti e 21 gli articoli di questa serie è la continuità delle informazioni: perché la pianificazione successoria più sofisticata del mondo vale poco se le persone che devono attuarla non hanno accesso alle informazioni necessarie nel momento del bisogno.

    Il commercialista con il piano successorio completo nella sua cartella non aiuta gli eredi se questi non sanno che esiste quel commercialista, o se non hanno accesso ai documenti nelle prime ore critiche. Il testamento dal notaio non serve se nessuno sa che esiste o dove si trova. La polizza vita non viene riscossa se i beneficiari non sanno dell’esistenza della polizza. Le credenziali bancarie restano inaccessibili se sono memorizzate solo nella testa del defunto.

    La soluzione a questo problema — che è fondamentalmente un problema di informazione sicura e accessibile al momento giusto — è ciò che La Cassaforte Digitale è stata costruita per risolvere. Una piattaforma italiana di continuità digitale che permette di raccogliere in forma crittografata tutte le informazioni critiche — testamento e dove si trova, polizze vita con numeri di contratto e beneficiari, credenziali bancarie e di investimento, struttura societaria, dati previdenziali, accessi digitali, istruzioni operative per l’azienda — e di renderle accessibili alle persone designate attraverso un sistema di rilascio graduato che garantisce la sicurezza durante la vita e la continuità dopo la morte o l’incapacità.

    Non è un sostituto del testamento, del notaio, o del commercialista. È il complemento operativo che trasforma un piano successorio ben strutturato in un piano successorio effettivamente eseguibile. Il “manuale operativo” che accompagna le disposizioni legali e che dice ai familiari: cosa fare, dove trovare cosa, chi chiamare, in quale ordine agire.

    Per le famiglie ordinarie: raccogliere le informazioni essenziali (conti, polizze, testamento, documenti importanti) in modo accessibile al coniuge o ai figli. Per gli imprenditori: documentare la continuità operativa dell’azienda — deleghe, accessi, contatti chiave — in modo che la morte improvvisa non significhi anche la morte dell’azienda. Per i professionisti con patrimoni internazionali: raccogliere in un unico punto sicuro le informazioni su conti esteri, investimenti, strutture societarie, che altrimenti richiederebbero mesi di ricerca agli eredi. Puoi esplorarlo su lacassafortedigitale.it, con 15 giorni di prova gratuita.


    Come iniziare: il percorso consigliato

    Dopo questa serie completa, il rischio è la paralisi da analisi: troppa informazione, troppe cose da fare, da dove si inizia? Ecco un percorso concreto e progressivo.

    Questa settimana (azioni immediate, costo zero):

    • Configurare il Contatto commemorativo su Facebook, il Gestore Account Inattivo su Google, il Contatto erede digitale su iPhone — 30 minuti totali, costo zero, impatto enorme
    • Scrivere su un foglio (anche provvisorio) dove si trovano: il testamento (o l’indicazione che non esiste), le polizze vita, i conti bancari principali, le partecipazioni societarie, il commercialista di riferimento. Conservarlo in un posto noto al coniuge o a un familiare di fiducia
    • Verificare i beneficiari designati del fondo pensione complementare — aggiornare se necessario

    Entro un mese (azioni fondamentali, costo limitato):

    • Fare (o aggiornare) il testamento — dal notaio per la massima sicurezza, come minimo olografo scritto di pugno, datato e firmato
    • Valutare con il commercialista la propria posizione successoria: qual è il patrimonio, chi sono i legittimari, quante imposte si pagherebbero se si morisse oggi, cosa non è coperto
    • Verificare la copertura assicurativa vita — polizza TCM adeguata al reddito da proteggere

    Entro sei mesi (azioni strategiche, richiedono pianificazione professionale):

    • Per gli imprenditori: avviare il percorso di passaggio generazionale con commercialista e notaio — patto di famiglia, holding, o altro strumento appropriato
    • Per chi ha patrimoni significativi: check-up fiscale completo sulla successione — franchigie utilizzate, imposta stimata, ottimizzazione possibile
    • Per chi ha asset internazionali: verifica della normativa applicabile e pianificazione specifica con professionisti dei paesi coinvolti
    • Per famiglie con situazioni complesse (famiglie allargate, figli con disabilità, conviventi): costruzione del piano completo con tutti i professionisti necessari

    Annualmente (manutenzione del piano):

    • Revisione con il commercialista degli asset e delle coperture
    • Verifica dell’aggiornamento dei beneficiari di polizze e fondi pensione dopo ogni cambio familiare
    • Aggiornamento della documentazione accessibile ai familiari

    Una riflessione finale: perché la pianificazione successoria è un atto d’amore

    Abbiamo attraversato ventuno argomenti tecnici — diritto, fisco, strumenti finanziari, strutture societarie. Ma alla fine, la pianificazione successoria non è una questione tecnica. È una questione di cura.

    Cura per le persone che amiamo, a cui vogliamo risparmiare il caos burocratico, le incertezze legali, i conflitti fratricidi che nascono quando non c’è chiarezza. Cura per il lavoro di una vita — l’azienda costruita con decenni di fatica, il patrimonio accumulato con sacrifici, la reputazione professionale conquistata anno dopo anno — che merita di essere trasmessa con dignità e non sperperata in contenziosi. Cura per noi stessi — perché avere un piano significa poter vivere il presente con meno ansia, sapendo che se accadesse qualcosa di improvviso, i propri cari sarebbero protetti.

    La morte è l’unica certezza della vita — ma il modo in cui ci prepariamo a essa è una scelta. La pianificazione successoria è quella scelta. Non è per i ricchi o per i grandi patrimoni: è per chiunque abbia qualcosa da proteggere e qualcuno a cui tenerci.

    Il nostro studio è a disposizione per accompagnare imprenditori, professionisti e famiglie in questo percorso — dalla prima consulenza orientativa alla costruzione del piano completo, dal testamento alla holding, dalle polizze vita alla continuità digitale. Non come venditori di strumenti, ma come consulenti che mettono al centro la situazione specifica di ogni cliente e costruiscono soluzioni su misura.

    Se questa serie di articoli vi ha dato strumenti utili, se qualche articolo vi ha fatto riconoscere una situazione che riguarda la vostra famiglia o la vostra azienda — il passo successivo è una conversazione con noi. Non c’è momento migliore del presente.


    Indice completo della serie: 21 articoli sulla successione

    Per chi volesse approfondire ulteriormente uno dei temi trattati, di seguito l’indice completo degli articoli pubblicati su questo blog:

    1. Cosa succede ai conti correnti e agli asset digitali dopo la morte
    2. SRL e morte dell’amministratore unico o del socio di maggioranza
    3. La dichiarazione di successione: guida completa per non commettere errori
    4. Il testamento in Italia: guida completa per imprenditori e famiglie
    5. Criptovalute e tassazione in Italia: guida completa 2024
    6. Polizze vita e successione: come funzionano e perché molte famiglie perdono il rimborso
    7. Immobili e successione: imposte, mutui, vendita e divisione tra eredi
    8. Passaggio generazionale dell’impresa familiare: strumenti e rischi
    9. Debiti ereditari: cosa si eredita davvero (e quando conviene rinunciare)
    10. Donazioni in vita: come funzionano e come usarle per pianificare la successione
    11. Successione internazionale: beni all’estero, eredi esteri, doppia imposizione
    12. Famiglie allargate e successione: come proteggere tutti
    13. TFR, pensioni di reversibilità e previdenza complementare nella successione
    14. Come proteggere il patrimonio personale dai rischi aziendali
    15. Eredità digitale: cosa succede ai profili social, email e account online
    16. Conti correnti cointestati, investimenti e strumenti finanziari nella successione
    17. Incapacità e amministrazione di sostegno: cosa succede al patrimonio
    18. Come si calcola il valore di un’azienda per la successione
    19. Gli adempimenti fiscali alla morte: dichiarazione dei redditi e obblighi degli eredi
    20. I conflitti tra eredi: cause, prevenzione e risoluzione
    21. Il piano successorio completo: come mettere insieme tutti gli strumenti (questo articolo)

    Articolo conclusivo della serie “Successione e patrimonio” di contabilitafiscale.it. Per una consulenza personalizzata sulla vostra situazione successoria, contattate il nostro studio. La Cassaforte Digitale — la piattaforma italiana di continuità digitale per famiglie e imprese — è disponibile su lacassafortedigitale.it con 15 giorni di prova gratuita.

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