Redditometro: la prova contraria non richiede nesso diretto
La Cassazione con ordinanza n. 4123 del 24 febbraio 2026 ha chiarito che per contestare un accertamento fondato sul redditometro, il contribuente non è tenuto a dimostrare un nesso diretto e specifico tra la provvista finanziaria e l’investimento effettuato.
Il principio affermato
Il contribuente può limitarsi a produrre documentazione che attesti la disponibilità di redditi esenti o già tassati, valutandone l’entità e la durata del possesso, così da rendere plausibile che tali somme siano state utilizzate per sostenere la spesa contestata. La Cassazione ha accettato la linea del primo grado di giudizio che aveva ricusato l’approccio rigoroso della Commissione Tributaria di secondo grado.
Il caso specifico
Nel caso esaminato, il contribuente aveva documentato che l’acquisto di un’imbarcazione da pesca era stato finanziato grazie a un contributo ricevuto anni prima e allo svincolo di un investimento assicurativo. La Commissione di primo grado aveva accettato questa documentazione, riconoscendo l’infondatezza della ricostruzione reddituale dell’ufficio. La Commissione di secondo grado aveva invece ritenuto necessaria una prova documentale puntuale del nesso tra la provvista e l’acquisto.
La verifica globale della documentazione
Secondo la Cassazione, gli elementi forniti devono essere valutati nel loro insieme, verificando se consentono di ritenere, sulla base di dati oggettivi e coerenti sotto il profilo quantitativo e temporale, che l’acquisto sia effettivamente avvenuto o potesse ragionevolmente avvenire grazie ai redditi disponibili. Non è richiesto dimostrare in modo rigoroso il collegamento diretto tra la provvista e l’investimento patrimoniale.
Implicazioni pratiche
I contribuenti sottoposti a accertamenti redditometrici devono raccogliere documentazione che evidenzi la disponibilità di risorse finanziarie (redditi esenti, investimenti svincoli, donazioni, prestiti) coerenti con gli importi delle acquisizioni patrimoniali contestate. La coerenza temporale e quantitativa è più importante del nesso diretto tra fonte e utilizzo.