La prospettiva di una definizione agevolata per i condòmini in buona fede
Nel contesto dell’intensificazione dei controlli su interventi Superbonus, il Governo sta valutando l’introduzione di una misura di regolarizzazione selettiva, denominata informalmente “salva condomini”. L’obiettivo è distinguere la posizione dei proprietari condominiali che hanno agito in buona fede dalle responsabilità imputabili ai soggetti tecnici e operativi coinvolti negli interventi agevolati.
Le criticità del contenzioso Superbonus
Con il progressivo ridimensionamento del mercato delle opzioni alternative alla detrazione (sconto in fattura, cessione del credito) e la chiusura delle principali finestre temporali operative, si è determinato un incremento di situazioni “ibride”, difficilmente sanabili attraverso gli strumenti ordinari di definizione del contenzioso. Il rischio è quello di contenzioso seriale, con migliaia di procedimenti paralleli.
La logica della “sanatoria condominiale”
La misura potrebbe configurarsi come un canale straordinario di regolarizzazione, volto a definire partite pendenti senza gravare ulteriormente sulla capacità del contenzioso tributario, già caratterizzato da elevata complessità tecnica, edilizia e probatoria. L’architettura normativa di riferimento rimane quella degli articoli 119 e 121 del DL 34/2020, che fissano i requisiti per l’agevolazione: miglioramento di due classi energetiche, massimali di spesa, congruità dei costi, asseverazioni tecniche, visto di conformità.
Distinzione tra responsabilità dei beneficiari e dei terzi
Nel contesto condominiale, il singolo proprietario riveste spesso un ruolo meramente deliberativo e finanziario, senza controllo diretto sulla coerenza tra CILAS/CILA, SAL, APE, computi metrici, asseverazioni e comunicazioni telematiche. Se si verificano irregolarità, tuttavia, l’azione di recupero si dirige contro il beneficiario dell’agevolazione. Un intervento normativo efficace dovrebbe incidere sul criterio di imputazione della responsabilità, distinguendo il beneficiario finale dai soggetti che hanno gestito e certificato i presupposti tecnici.
Ipotesi di applicazione del ‘salva condomini’
La misura potrebbe trovare applicazione nei seguenti casi: lavori non ultimati; mancato conseguimento del miglioramento energetico richiesto; decadenza dal beneficio. In queste fattispecie, si ipotizza un meccanismo di definizione agevolata mediante il versamento di un’imposta sostitutiva, parametrata al vantaggio fiscale indebitamente conseguito. L’effetto sarebbe la chiusura della posizione e la neutralizzazione del contenzioso.
Possibili estensioni
Analoghi strumenti potrebbero trovare applicazione in presenza di difformità nelle asseverazioni tecniche, irregolarità nella contabilizzazione dei SAL (ad esempio materiali consegnati ma non installati), e incoerenze nella catena documentale rilevanti ai fini del credito.
Cosa aspettarsi
Se siete amministratori di condominio o singoli proprietari coinvolti in Superbonus, monitorate gli sviluppi normativi. Una definizione agevolata potrebbe rappresentare un’opportunità per regolarizzare la vostra posizione senza affrontare lunghi procedimenti contenzionali. Nel frattempo, conservate meticolosamente la documentazione relativa agli interventi e alle comunicazioni effettuate.