La Circolare INPS 22 del 3 marzo 2026 e la cooperazione internazionale
La Circolare INPS n. 22 del 3 marzo 2026 fornisce indicazioni dettagliate riguardanti gli obblighi di contribuzione sociale per i lavoratori dipendenti (sia pubblici che privati) e altri soggetti che operano all’estero nel contesto di progetti di cooperazione internazionale per lo sviluppo. Questi lavoratori sono tipicamente in aspettativa non retribuita dai loro datori di lavoro in Italia e prestano servizio presso organizzazioni internazionali, ONG (Organizzazioni Non Governative), enti del terzo settore (ETS), cooperative e altre entità operanti nel settore dello sviluppo internazionale.
La determinazione della corretta gestione dei contributi previdenziali per questi lavoratori è essenziale sia per il lavoratore stesso (al fine di mantenere la continuità della sua posizione assicurativa e dei diritti previdenziali) che per le organizzazioni che li impiegano all’estero e per gli eventuali datori di lavoro di origine in Italia. Una gestione scorretta può comportare la perdita di diritti previdenziali o la necessità di versamenti arretrati significativi.
Soggetti interessati e norma di riferimento
I soggetti interessati da queste disposizioni includono innanzitutto i dipendenti pubblici e privati che usufruiscono di aspettative non retribuite per prestare servizio all’estero in progetti di cooperazione internazionale, ma anche collaboratori, consulenti e volontari che operano presso organizzazioni internazionali. La norma di riferimento principale è la legge n. 125/2014, che ha sostituito le precedenti disposizioni della legge n. 1987 con un quadro più moderno e completo.
Le organizzazioni di cooperazione internazionale registrate presso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) sono i soggetti che hanno la responsabilità primaria di gestire i contributi previdenziali dei lavoratori che impiegano. Queste organizzazioni includono ONG riconosciute, enti del terzo settore con specifici riconoscimenti, cooperative sociali autorizzate, e simili.
Gestione dell’aspettativa per i dipendenti pubblici
Per i dipendenti pubblici, la legge n. 125/2014 consente una aspettativa non retribuita per un periodo fino a 4 anni, con possibilità di rinnovamento. Durante il periodo di aspettativa, il dipendente pubblico mantiene piena qualificazione di appartenenza al corpo o alla categoria di appartenenza e la sua anzianità di servizio continua ad accruire, anche se a titolo gratuito dal punto di vista retributivo. Questo è un beneficio importante perché permette al dipendente di mantenere la progressione di carriera e di non perdere i diritti pensionistici legati all’anzianità.
Tuttavia, durante il periodo di aspettativa, il contribuente estero (l’organizzazione di cooperazione internazionale) assume pienamente la responsabilità dei contributi previdenziali. Articolo 28 della legge n. 125/2014 stabilisce esplicitamente che le organizzazioni di cooperazione internazionale sopportano integralmente gli obblighi di contribuzione sociale per questi dipendenti in aspettativa.
Contributi basati su compenso convenzionale, non effettivo
Un aspetto importante delle disposizioni è che i contributi sono calcolati su un “compenso convenzionale” stabilito dalla norma, non sul compenso effettivamente corrisposto dal datore di lavoro estero. Questa modalità di calcolo semplifica la gestione amministrativa e garantisce che i diritti previdenziali vengono accumulati in base a standard prestabiliti, indipendentemente dalle variazioni del compenso effettivo (che potrebbe essere più basso in paesi con costo della vita inferiore).
Il compenso convenzionale è fissato come segue: €1.519,67 per il mese per il personale contrattuale (equivalente a circa €57,68 al giorno lavorativo), e €849,40 per il mese per i volontari. Questi importi sono utilizzati per il calcolo dei contributi obbligatori verso l’INPS e verso altre gestioni previdenziali competenti. L’importo è divisibile per 26 giorni lavorativi al fine di calcolare il contributo giornaliero, nel caso il periodo di lavoro non sia un mese completo.
Codici di comunicazione UNIEMENS e modalità di versamento
La corretta comunicazione dei contributi avviene tramite il sistema UNIEMENS (Unico Emens), il quale consolida in un’unica dichiarazione telematica mensile tutti i dati della contribuzione obbligatoria. I codici specifici da utilizzare dipendono dalla natura della posizione e del soggetto:
Per i dipendenti pubblici in aspettativa presso organizzazioni estere: il datore di lavoro pubblico di origine utilizza il codice di cessazione “41” (Aspettativa) e il codice tipo servizio “57” (Cooperazione internazionale). Per i dipendenti privati in aspettativa: procedura analoga con il datore di lavoro privato di origine.
Per le organizzazioni di cooperazione internazionale che impiegano direttamente il lavoratore: utilizzano il codice “CP” con gli elementi di gestione contributiva “00”, “21” o “22” a seconda della natura della posizione assicurativa (posizione ordinaria, posizione separata, eccetera).
Per i collaboratori e gli autonomi: si utilizza la gestione separata con il codice elemento “21” (Collaboratore) o “22” (Autonomo), a seconda della qualificazione della posizione.
Regolarizzazione e sanzioni in caso di omissione
Nel caso di ritardi o omissioni nei versamenti, la Circolare INPS prevede una procedura di regolarizzazione agevolata. I versamenti tardivi possono essere effettuati tramite i flussi VIG (Versamenti In Ritardo Gestioni) entro 60 giorni dal periodo di competenza, dopodiché il pagamento deve avvenire entro altri 30 giorni (totale 90 giorni). Se il pagamento avviene entro questo termine, sono dovuti solamente gli interessi legali, senza l’applicazione di sanzioni civili amministrative e penali ordinarie.
È fondamentale che le organizzazioni di cooperazione internazionale rispettino questi termini di regolarizzazione, poiché l’omissione prolungata di contributi può portare a iscrizione nel ruolo e a azioni di recupero coattivo, con conseguenti sanzioni significative e responsabilità potenziale anche di natura penale.
Il consiglio dello studio
Se siete un dipendente pubblico o privato in aspettativa all’estero per cooperazione internazionale, assicuratevi che l’organizzazione dove operate stia versando correttamente i contributi in vostra qualità. Richiedete periodicamente una verifica che i versamenti siano stati effettuati e che la vostra posizione assicurativa sia aggiornata presso l’INPS. Se siete un’organizzazione di cooperazione internazionale che impiega lavoratori, assicuratevi di aver implementato i corretti codici UNIEMENS e di versare i contributi nei termini previsti. Una regolarizzazione tempestiva è preferibile a una gestione disordinata che potrebbe portare a problemi significativi in futuro. Contattateci per una verifica della vostra posizione contributiva e per una consulenza su come garantire la corretta gestione dei contributi per lavoratori all’estero.