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    Home » Regime forfetario: i compensi incassati per errore non contano
    Contabilità

    Regime forfetario: i compensi incassati per errore non contano

    adminDi adminMarzo 9, 2026Nessun commento3 minuti di lettura0 Visualizzazioni
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    Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate

    Con l’Interpello n. 68/2026, l’Agenzia delle Entrate ha affrontato un tema che preoccupa molti professionisti e lavoratori autonomi in regime forfetario: cosa succede se si supera la soglia di 85.000 euro a causa di somme ricevute per errore dal committente e poi restituite? La risposta è rassicurante: quei compensi non fanno perdere il diritto al regime agevolato.

    Il caso concreto: un medico e un errore della ASP

    La vicenda riguarda un medico di medicina generale che nel 2024 aveva ricevuto dalla propria ASP somme superiori a quelle effettivamente spettanti. Non si trattava di maggiori prestazioni rese, ma di un semplice errore amministrativo nel calcolo dei compensi. Il risultato? Il totale incassato nell’anno aveva superato gli 85.000 euro, soglia oltre la quale si perde l’accesso al forfetario.

    Le somme in eccesso erano state integralmente restituite nel corso del 2025, ma il modello CU 2025 non era stato rettificato dal sostituto d’imposta, fotografando così una situazione non corrispondente alla realtà.

    La svolta: approccio sostanziale, non formale

    In precedenza, l’Amministrazione finanziaria aveva adottato una linea rigida: il superamento della soglia nel 2024 avrebbe comportato la decadenza dal regime, a prescindere dalle cause. Con questo interpello, l’Agenzia cambia approccio e adotta una visione sostanzialista.

    Per restare nel forfetario, occorre che i compensi risultino effettivamente spettanti in base alle condizioni contrattuali. Se il superamento della soglia dipende esclusivamente da una condotta non imputabile al contribuente, le somme percepite in eccesso e poi restituite non concorrono alla determinazione del reddito imponibile.

    Nel caso specifico, l’Agenzia ha verificato che:

    • Il superamento derivava da un errore del committente, non da maggiori attività svolte
    • Le somme erano state restituite integralmente
    • L’errore e la restituzione erano documentati e provati

    Applicazione anche alla soglia dei 100.000 euro

    Il principio espresso dall’Agenzia non si limita alla soglia di 85.000 euro per la permanenza nel regime. È ragionevole ritenere che lo stesso criterio si applichi anche all’ulteriore soglia di 100.000 euro, il cui superamento determina la fuoriuscita immediata dal regime agevolato già nel corso dello stesso anno d’imposta.

    Come recuperare l’imposta sostitutiva versata in eccesso

    Se il contribuente ha calcolato l’imposta sostitutiva includendo anche i compensi poi restituiti, ha diritto al recupero della maggiore imposta versata. Le strade possibili sono due:

    • Presentare una dichiarazione integrativa del modello Redditi 2025, indicando i compensi al netto delle somme restituite nel quadro LM, facendo emergere un credito d’imposta
    • Presentare un’istanza di rimborso all’ufficio territoriale competente, allegando tutta la documentazione necessaria a provare l’indebito versamento

    Il consiglio dello studio

    Se vi trovate in una situazione simile — compensi ricevuti in eccesso per errore del committente e poi restituiti — non date per scontata la decadenza dal regime forfetario. Conservate con cura tutta la documentazione: comunicazioni con il committente, evidenze della restituzione, estratti conto bancari. Contattateci per verificare la vostra posizione e, se necessario, procedere con la dichiarazione integrativa o l’istanza di rimborso.

    compensi imposta sostitutiva interpello 68/2026 regime forfetario soglia 85000
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